Lettera C – iPost del cuore.

C come Com’è possibile che prima eravamo sempre insieme e adesso hai tempo solo per lui? Eh?

Dai, è inutile che neghi: almeno una volta ti sarà capitato di sentirtelo dire. O lo hai letto in un messaggio, o su una lettera, o te l’hanno gridato fra le lacrime.
E’ l’eterno problema: fino ad un certo momento, il tuo mondo gira tutto attorno alle amiche. Si condivide tutto, o quasi: la scuola, lo sport, i compiti, le ore di sonno, le feste, le vacanze, il cinema. C’è un’età, nelle ragazze, in cui non si fa niente senza l’altra – o le altre, nel caso l’amicizia sia gestita come una “coppia aperta”.
Di solito le cose funzionano così, quasi come fosse una sorta di previsione del tempo. Sereno o poco nuvoloso sul versante dell’amicizia, qualche rovescio sui rilievi di tanto in tanto, quasi solo per rinfrescare l’aria, fino all’arrivo di un anticiclone. Di un acquazzone, un nubifragio, un uragano.

A volte gli uragani distruggono case e palazzi; causano danni irreparabili. Ecco, un ragazzo può, anche senza fare o dire niente di negativo, essere il motivo per cui si mette la parola fine (o pausa) ad un’amicizia.
Le parti in causa sono due, indipendentemente dal numero di persone coinvolte nella vicenda: il gruppetto da una parte (o l’amica) e la traditrice. Colei che ha deciso di immolare tutto il suo tempo libero in nome dell’amore, quella che invece che vedere due volte lo stesso film al cinema (perché il fidanzato l’ha portata la settimana prima facendole una sorpresa) preferisce rimanere a casa a mangiare una pizza e fare una serata di spettegolio selvaggio. Quella che non può venire in discoteca perché il fidanzato è geloso, e allora lo porta dietro, salvando capra e cavoli. Quella che rinuncia alla settimana in Sardegna con le amiche perché ha un budget limitato e si concede solo la vacanza al mare con lui.

Prima di controbattere, dico una cosa, banalissima.
Ci sono amiche e amiche. Ci sono ragazze che quando iniziano una relazione, oltre che il burqa o la minigonna (a seconda dei casi) si mettono anche i paraocchi e vanno dritte a sbattere contro qualsiasi cosa il destino abbia in serbo per loro. Ce ne sono altre che invece mantengono una lealtà tutta al femminile che abbatte ogni tipo di stereotipo: prima le amiche, in tutto e per tutto.

Non brillerò certo per originalità se dico che in medio stat virtus. E non intendo nel dito medio, ma nell’equilibrio, nel buon senso. E’ difficile conciliare le due parti: saranno sempre in contrasto perché, si sa, ognuno vede solo quello che vuol vedere. Quando si ha un sospetto si trova il marcio ovunque, si altera la realtà, ci si sente sempre sul chi-va-là anche se non ce n’è alcun motivo.
Il bello è che il più delle volte la ragione non sta da nessuna delle due parti, o da entrambe. I motivi sono sotto ogni aspetto rispettabilissimi, il problema è che le orecchie son tappate.

Sono sicura, in passato, di esserci passata anche io, per questa strada. E non è facile capire se si è nel torto o nella ragione neanche quando ci si ritrova dentro le situazioni fino alle ginocchia, figuriamoci capirlo da fuori. La risposta di certo non la troverete fra queste righe, non sono mica Raffaele Morelli, lo psicologo che risolve tutti i problemi delle casalinghe che guardano Canale Cinque.
Posso solo parlare di venirsi incontro, di costruire un dialogo solido e sincero; di mantenere piccoli riti settimanali o mensili che vi facciano sentire “a casa”, di fare piccoli sacrifici. All’inizio il fidanzato è l’unica ragione per cui vale la pena alzarsi al mattino, ma già dopo sei mesi l’unica ragione valida potrebbe essere quella di lanciarlo giù dalle scale o di abbandonarlo sull’autostrada, di ritorno dalle vacanze al mare, e di caricarsi al suo posto un bellissimo bastardino trovato lungo l’A1.

E’ per questo che, a volte, non conviene neanche perdere del tempo a litigare. Così come date una chance all’inizio della nuova storia con quel biondino che avevate addocchiato in vacanza (sì, il vostro fidanzato era andato a farsi la doccia.. “Mi ha contattata su Facebook, si ricordava il mio nome!”), datela anche alle vostre amiche, in qualsiasi caso, perché ne vale sempre la pena.
Mal che vada, la prossima estate potrete sempre scaricare lei sull’autostrada e tornare con un pastore tedesco.

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Istruzioni per l’uso e lettera A 
Lettera B – Bello de mamma