Io, che non so neanche com'è fatta una quercia.

Ti alzi la mattina, svogliata. La sveglia suona sempre troppo presto e ti maledici: invece che stare sul divano a fare la muffa o andare a berti una birra potevi recuperare delle preziose ore di sonno.
Ti trascini sotto la doccia, ciondolando, magari dopo avrai un aspetto decente.  Ti asciughi col tuo accappatoio colorato, metti i capelli nel turbante e voli in cucina a farti il caffè. E lasci la tazzina nel lavandino, sperando che si lavi da sola.

La tua giornata incomincia: che tu debba studiare oppure andare a lavorare, la voglia è pressoché zero. Il traffico, le zanzare, la pelle appiccicaticcia, il caldo afoso di metà luglio, i tuoi amici che su Facebook postano i primi piani dei loro piedi in spiaggia e tu non sai neanche dove (e se) andrai in vacanza.. In più, il tuo fidanzato soffre il caldo forse anche più di te; le uniche ore vivibili in città sono quelle che vanno dalle 9 di sera alle 9 del mattino – ore in cui tu, per non svegliarti il giorno dopo con la voglia di imbracciare un fucile e sparare anche alla tua vicina di casa che sta buttando il rudo, vorresti dormire.

Ditemi, come si fa, il 14 di Luglio?
Oltre al Supradyn, ci manca un po’ di poesia.

net1news.org

In Inghilterra c’è chi l’ha trovata, la poesia.
Un agricoltore, dopo aver perso la moglie nel 1995, ha iniziato a piantare migliaia di querce. Io le avrei messe giù in filari, e dato il mio improponibile pollice verde sarebbero morte tutte dopo neanche un paio d’anni. Lui invece le ha disposte in modo che, una volta cresciute, formassero un cuore: non un cuore ciccione di quelli stucchevoli, da cartone animato, ma un cuore che sembra appena appena scarabocchiato su un foglietto mentre si sta al telefono.
(L’articolo completo è disponibile qui).

Ho deciso. Nonostante l’afa, le zanzare, il lavoro, gli esami, l’inappetenza, il mal di testa, la doccia bollente quando la voglio fredda, gli amici che vanno al mare.. lunedì mattina lascerò il mio cinismo sul comodino.