5 modi per passare il tempo quando non hai nulla da fare.

Forse è colpa mia, ma ho la netta sensazione che il tempo mi prenda un po’ per il culo.
Non sono mai stata brava ad organizzarmi;  a volte i pomeriggi mi scivolano di mano e mi passano accanto come un Frecciarossa in ritardo e io quasi non me ne accorgo. Quando invece mi tocca aspettare, stare in coda, attendere il mio turno o, come si dice dalle mie parti, “far venire su l’ora” mi sembra di cadere in un buco spazio-temporale. Ogni tic della lancetta dei secondi è un macigno che grava sulle mie spalle.

Il fatto è che sento l’aria così pesante proprio perché, in pratica, non riesco a fare niente. Ogni cosa che mi viene in mente di fare dura in media dai 20 ai 97 secondi, quando invece nella mia testa riempie tranquillamente un buon quarto d’ora. E quindi mi innervosisco perché esaurisco in fretta le idee, e passo lunghi minuti a fissare gli angoli delle pareti (magari servirebbe un’imbiancata, che dici?). E quindi mi innervosisco. Toc, toc, toc. Le lancette pesano quanto le piramidi di Cheope.

L’altra mattina in ufficio ho sofferto, infatti. Ho finito in anticipo di un’oretta ciò che avevo da fare (e che la mia collega mi aveva lasciato sulla scrivania il venerdì prima) e ho fissato l’orologio per venticinque minuti: è diventato molle come in un quadro di Dalì, e successivamente mi è venuta l’ispirazione.

Cose da fare principalmente in ufficio:
1. Caffè. 
E non intendo solo berlo. Se avete una macchina espresso potete sbizzarrirvi: si può smontare e svuotare il recipiente sotto la tazzina che raccoglie le gocce, si può riempire la caldaia con l’acqua (non ce n’è mai abbastanza), si può pulire attorno perché di sicuro si sporca di continuo. Lì vicino ci sarà un cestino pieno di capsule, cucchiaini, bicchieri di plastica e bustine di zucchero: è pronto per essere buttato.
Quando avete finito, potete premiarvi con un caffè e una bottiglietta d’acqua bella fresca. E poi potete farvi un altro caffè, e poi un altro, se vi avanza tempo. Però io poi non ci parlo col vostro cardiologo.

2. Ordinare e riordinare.
Siete davanti alla scrivania. Sicuramente c’è caos: sistematela.
Ora siete davanti alla scrivania, in ordine. Sicuramente ci saranno dei cassetti: apriteli e, se potete, sistemate anche quelli.
In giro non c’è più nulla fuori posto. Sicuramente avrete un portapenne: controllare se le biro scrivono ancora tutte e cestinate quelle che non funzionano; temperate le matite che hanno poca punta e mettetele in ordine di altezza. Poi riponetele, in scala cromatica. Il lilla va prima del violetto, o dopo l’indaco?
Forse a questo punto è ora di andare.

Cose da fare in generale ma non necessariamente in ufficio.
3. Parole parole parole. 
Magari stamattina siete passati in edicola per prendere il quotidiano locale (di solito sono quelli che danno più soddisfazione). Leggetelo da cima a fondo, anche se personalmente preferisco sfogliarlo incominciando dalla fine, così le prime pagine che incontro sono quelle delle lettere e dei necrologi – le pagine più inutili, insomma.
Leggete bene tutti gli articoli, prima scansionando con la mente i titoli e poi soffermandovi solo su quelli più interessanti, se avete solo una manciata di minuti. Altrimenti potete partire in quarta: di norma i giornali locali non hanno i correttori di bozze, perciò il vostro compito può essere quello di scovare gli errori di stampa. Non vi preoccupate, basta arrivare fino alla fine di soli tre o quattro articoli per trovarne di quelli da segnare con la matita blu. Quindi ci mettete poco: avrete poi tutto il tempo per pensare di mandare una mail alla redazione per farlo diventare un mestiere.
Se non avete un giornale a portata di mano, niente paura. Prendete un foglio e una matita, fate una specie di reticolato e pensate a costruirvi da soli un sudoku (non l’ho mai fatto, ma non dev’essere difficile pensare di incastrare le 9 cifre alternativamente) oppure un cruciverba, con tanto di caselle nere e definizioni. Se viene bene lo potete anche mandare alla Settimana Enigmistica.

4. Il favoloso mondo del Web. 
Avrete un pc, no? Se siete anche dotati di una connessione internet potete sbizzarrirvi: dopotutto navigare porta un sacco di distrazioni, è talmente facile perdersi e non annoiarsi che quasi mi sembra di scrivere una banalità.
Quando però avete finito i vostri “giri” soliti (che, mi raccomando, devono includere anche un giretto su questa pagina immediatamente dopo aver lasciato Google News e stalkerato qualcuno su Facebook), attenzione che si può rimanere a corto di idee ugualmente. E allora: scaricatevi la posta (sì, di nuovo), cancellate dei vecchi messaggi di spam e/o ordinate le mail in cartelle, create un file word con le vostre password di Facebook o di YouTube. Aprite Wikipedia e leggetevi una voce a caso. Navigate verso un dizionario online di italiano e imparatevi una nuova parola – non fa mai male. In alternativa, apritevi un blog.

5. Fate un’altra cosa.
Lo so che chi mi conosce avrebbe scommesso sul quinto motivo, fate un giro su Twitter, perché lì c’è sempre gente con cui scrivere cretinate sul nulla e far passare dieci minuti in uno schiocco di dita. Eh sì, la fiera della banalità.
Se siete donne, sicuramente vi portate appresso una borsetta, dentro la quale stipate ogni giorno un portafoglio di dimensioni variabili. Se siete uomini, invece, ci siete seduti sopra proprio in questo momento.
Prendetelo, apritelo e guardateci dentro: dobbiamo chiamare il WWF? Lo sapete quante piante si possono risparmiare con tutti quei km di scontrini, se opportunamente riciclati?! Non sono utili neanche se vi mancano banconote quando a Natale giocherete a Monopoli con la figlia di vostra cugina, quindi prego, lì c’è il cestino, tenete solo quelli utili per qualche reso o garanzia.

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