EUROPEI 2012: piccola guida alla sopravvivenza.

Questa è la settimana prima dell’inizio della fine.

A metà Maggio abbiamo detto ciao alla serie A, che se ne va in ferie fin verso Settembre: le domeniche da allora non sono più le stesse. Niente “Diretta Gol” o “Diretta Premium”, niente “Quelli che il calcio” né Biscardi e il suo silenziosissimo processo del lunedì.
La nostra tv d’estate fa un importante cambiamento di rotta: su Mediaset c’è il MotoGP, sulla Rai invece spopola la Formula Uno (mi chiedo in quanti riescano ancora a guardarla senza addormentarsi dopo il secondo giro, mio papà dorme già al primo semaforo). Ogni tanto spuntano i campionati di nuoto, che se c’è un po’ di gossip come l’anno scorso con la Pellegrini ci piacciono ancora di più.
Ad Agosto poi ci toccherà tenere quotidianamente il conto delle medaglie, perché a Londra partono i Giochi Olimpici: toccherà a tutti tranne che a tua nonna, perché tanto lo sa pure lei che i cinesi non sanno fare altro che vendere vestiti e vincere alle Olimpiadi.

Quello che risveglia davvero il nostro patriottismo, che ci fa saltare sulla sedia e cantare l’inno a squarciagola è la nazionale di calcio.
Quest’anno, ne sono sicura, l’avvio degli Europei sarà un po’ in sordina, perché lo scandalo del calcioscommesse ha fatto sì che l’indifferenza prendesse il posto dell’adrenalina, del gusto dell’attesa. Già a molti non interessa il calcio giocato, figuriamoci quello polemizzato, montato dai giornalisti e addirittura indagato.

Gli Europei e i Mondiali, però, mietono nuove vittime ad ogni loro ritorno. Per la maggior parte degli esseri viventi di sesso maschile, le partite sono sacre e possono essere un pretesto per trovarsi al solito bar davanti al maxischermo, o in casa propria per sfoggiare la nuova televisione della sala, un animale da 60 pollici che per vederlo bene devi andare praticamente in loggione.
Le donne (a parte i casi in cui l’interesse è reale e tangibile) di solito si aggregano per pigrizia.
C’è sempre qualche mia amica che durante le prime settimane fa la superiore, “non vedo perché dovrei guardare dodici dementi che rincorrono una palla in mutande, neanche fosse il boccino di Harry Potter”, e guai a dirle che in una squadra sono undici. Sbuffa ogni volta che al TG mandano un servizio sugli allenamenti, riconosce a malapena il portiere perché ha addosso una maglia diversa (“Ma quale, quello giallo in mezzo al campo? Certo, è il dodicesimo, il portiere volante”) e Cristiano Ronaldo, lo ha visto mentre si lavava i capelli col Clear.

Povera. Voi uomini però non sfottetela: lei ci sta provando – a modo suo – ad integrarsi, datele tempo.. vedrete che ai quarti di finale saprà distinguere Buffon da Casillas, e non solo perché uno dei due sta con la Seredova. Le semifinali le vorrà guardare in prima fila, cercherà di sostituirsi a Prandelli per decidere i cambi e non si occuperà più solo di portarvi avanti e indietro le birre fresche dal frigo.
Insomma, avremo creato un mostro.

Nel frattempo tu, donna futura adepta del calcio, se vuoi puoi bruciare velocemente le tappe.
Puoi cercare già da ora di far coincidere i tuoi impegni con il calendario delle partite, così sarai in grado di programmare le uscite con il tuo fidanzato per tempo (qui su Il Post c’è una guida chiara e veloce, da salvare davvero nei preferiti).
E puoi prenderti un paio di settimane per ragionare sul concetto di fuorigioco, che di sicuro ti spiegheranno una quindicina di volte: ti faranno dei gran discorsi sulla palla che parte e che dev’essere allineata con i difensori della squadra avversaria, sull’uomo che può essere interessato o meno all’azione.. Per farti capire, basterebbe dirti che nel calcio non puoi lasciare che un giocatore stia sempre e solo davanti al portiere, pronto a fare goal facendo una pernacchia non appena i suoi compagni gli passano il pallone da lontano.
Sarebbe troppo facile, addio alone di mistero, addio al fascino della spiegazione del fuorigioco.

(Ah, comunque sono in undici adesso.. il portiere volante è andato un attimo a rifare i popcorn).