Eroi metropolitani: i PILF.

Che cosa fanno maggiormente gli uomini quando si ritrovano in gruppo, con o senza donne?
Parlano di calcio, giocano all’Xbox, cercano di guardare di sottecchi tutti gli esseri di sesso femminile (tranquilli, ce ne accorgiamo sempre, anche se non ve lo diciamo) e mentalmente procedono alla loro catalogazione.

Non sono ancora così brava con la mente maschile da poter approfondire l’argomento elencando tutte le categorie (a tempo debito vi spiegherò tutto, nel caso), ma sono abbastanza sicura che nel vocabolario di ogni uomo, sia esso esteso e degno dell’Accademia della Crusca o ristretto a Topolino e Focus Junior, sia ben chiaro il significato della parola MILF.

Per chi non ne sapesse nulla – io mi farei delle domande.. – con MILF intendo Mother I’d Like to Fuck, ovvero Mamme Che Mi Vorrei Scopare.
Non credo di dovervi altre spiegazioni: l’acronimo è già eloquente di per sé.
A quanto ne so, è un termine che viene usato in molte occasioni: dalla biondona tutta tacco sui trentacinque/quaranta che esce da un portone mentre si è fermi ad un semaforo, alla vera mamma di un nostro amico del liceo, alla signora di cinquantasette anni ben tenuta che abita due piano sopra di noi e che i figli non li hai mai visti neanche in cartolina. Insomma, MILF ha un significato elastico, più o meno definibile, variegato.

Gli uomini quindi hanno l’estrema fortuna di poter fare l’occhiolino e dire una parola di sole quattro lettere: un piccolo sforzo per esprimere l’universo al loro simile più vicino.
Noi donne non siamo così fortunate, o meglio non lo eravamo fino a stasera, giorno in cui sono venuta a conoscenza di un PILF.

Stavo tranquillamente facendo zapping sul divano quando sono rimasta rapita dalle baggianate che ho trovato su due canali diversi nello stesso momento: Italia 1 trasmetteva “Mistero”, RaiTre ribatteva con “Volo in diretta” e io ero nel bel mezzo di una meravigliosa epifania.

Il mondo ci ha donato tante categorie di uomini: quelli belli-e-basta (quelli che sono patrimonio dell’umanità: prova a dire che Raoul Bova è “bruttino” e sarai considerata lo zimbello della serata), quelli belli-con-un-perché (hanno un evidente difetto fisico che però fa la differenza – di solito è un naso che tiene tre quarti della faccia),  i belli-ma-anche-no (o ti piacevano da piccola, o sono “normali”), quelli affascinanti (solitamente dividono le masse, perché il fascino è una delle cose più soggettive che esista) e quelli brutti, che per qualche vostra amica invece saranno al pari del Raoul Bova di cui sopra. Il mondo è bello perché è vario.
E poi ci sono i PILF, i Pirla I’d Like to Fuck.
Esseri di sesso maschile dotati di media bellezza e medio fascino, di solito con un aspetto trasandato o apparentemente non curato, che spesso puntano più sulla simpatia che sul resto. Nel mondo della televisione non si distinguono per particolari capacità artistiche anche se sicuramente ne sono provvisti; talvolta vengono messi in programmi tv a caso e per caso e arrivano al successo dopo poco tempo, Dio solo sa come.

Dopo un rapido ma intenso giro di pensieri (Newton, dopo aver preso la mela in testa si sarà fermato a ragionare due minuti.. le grandi teorie nascono così), ho raccolto le idee e ho cercato cinque nomi per potervi esemplificare il concetto di PILF.

In ordine sparso, vi presento la TOP 5 dei miei Pirla personali:


L’ispiratore di questa teoria: Daniele Bossari, l’uomo tuttofare in programmi come “Mistero”.


Vittorio Brumotti, il campione di Bike Trial e inviato di “Striscia la notizia”, uno dei più tamarri dopo Fabrizio Corona in canottiera.


Alessandro Borghese, chef e conduttore di programmi su Real Time.
(L’ho inserito non perché non sia dotato come cuoco, ma proprio perché ormai è diventato un fenomeno mediatico e la sua carriera agli occhi dei telespettatori passa in secondo piano).


Francesco Facchinetti: colui che fuori e dentro la tv fa tutto e niente, ma lo fa con grande stile.


E Fabio Volo, che dovrebbe smetterla di fare film (forse l’ha fatto), scrivere libri e condurre programmi tv al giovedì sera per fare la cosa più sensata della sua esistenza: invitarmi a cena.

Com’è comprensibile, il concetto di PILF è molto elastico e applicabile a varie situazioni, anche di uso quotidiano. Così la prossima volta che i vostri fidanzati saranno impegnati con la Champions League o si troveranno a giocare alla Play Station voi saprete di che parlare, e avrete una sola parola per esprimere un’dea in meno di un secondo. Un’idea che sicuramente vi siete fatte, scorrendo le mie immagini, anche se ora siete pronte a giurare che no, non se ne parla nemmeno.

E ora andate, e diffondete il verbo. In tutti i sensi.

[Immagini prese a caso da Google Immagini]

  • Anonimo

    Fabi sono la Donnie. E ti voglio bene.
    (un po’ perché avevamo bisogno di PILF, cazzo. E io sono testimone della nascita di quest’idea grandiosa! – “io c’ero!” )
    (un po’ perché sto ridendo come una scema)

    • ho visto che c’eri <3

      Poi voglio anche la tua classifica personale di PILF. Conquisteremo il mondo!

  • Vale

    sei un genio 😀

  • Angela

    Concordo su tutti.. tranne che su Ale! Io l’adoro 😀
    bel post comunque!

  • ahi ahi ahi , collide con questi http://www.urbandictionary.com/define.php?term=pilf

    • E’ esempio in più!
      (quante P, però!)

  • alessandra

    iphabi, attendo un nuovo post e nel frattempo preparo una lista di PILF!