5 Modi per organizzare l’agenda (o imparare a farlo).

Il mondo si divide in tre categorie: chi usa un’agenda da anni compilandola con un proprio metodo personale, chi la compra puntualmente ogni Natale e tiene duro fino ad Aprile (per poi dimenticarla in un angolo della casa e ritrovarla a Novembre) e chi invece preferirebbe volentieri bruciarle tutte e farle scomparire dalla faccia della terra.

Utilizzare un’agenda nella vita quotidiana a mio parere è una scelta che migliora parecchio l’organizzazione delle proprie giornate: non importa se sei una segretaria, un libero professionista, il manager della Sony o una semplice studentessa, c’è sempre qualcosa da tenere a mente.
Anche se appartieni al gruppo dei killer delle agende.

Negli ultimi tempi, grazie ad iPhone, tablet e cellulari in genere è possibile archiviare le proprie cose in maniera semplice ed ordinata grazie alle varie app o, semplicemente, al calendario fornito dal cellulare stesso. E’ un buon metodo: a meno che poi il cellulare non decida di morire lentamente (ogni volta è un grande dolore, lo so, mi è capitato) e puff, tutte le informazioni perse per sempre.

Per quanto mi riguarda, trovo che il metodo cartaceo sia il migliore: niente mi aiuta di più a ricordare dello scrivere di mio pugno.
In più, mi sento libera di inserire informazioni di ogni tipo scrivendole anche frettolosamente in un angolino della pagina – il titolo di una canzone che sento alla radio, la lista della spesa, un numero di telefono volante, o il pensierino della sera. E poi poter toccare con mano, vedere completata una determinata attività, inserire bigliettini o altre cose che voglio conservare mi riempie di soddisfazione.

Quest’anno utilizzo una Moleskine settimanale della tipologia “Weekly Notebook”, nera con copertina morbida (già personalizzata con un tocco di verde). L’ho comprata e ricomprata nel corso degli anni cambiando formato, struttura e colore, perché non impazzisco all’idea di avere l’agenda più fighetta che si trova in circolazione, ma non riesco a cambiare marca: ha tutto ciò che voglio in tredici centimetri per nove.

Sono abbastanza rodata quindi nel mettere nero su bianco la mia settimana: il mio “metodo” non ha nulla di innovativo o originale, anzi.. va a braccetto soprattutto con chi è disordinato anche nei pensieri.

1. Post-it.


Forse sono io che sono maniaca, ma a me i post-it salvano la vita. Per questo, ne appiccico una quantità ragionevole nella prima pagina, appena dopo la copertina, e li utilizzo ogni volta che mi finisce lo spazio per quella determinata giornata o settimana. Sono perfetti per scriverci quelle cose che vanno appuntate di fretta e che poi non vorremmo perdere: basta poi attaccarli su pagine di giornate che non si sfogliano più e rimangono lì fino alla fine dell’anno.

2. Matite dell’IKEA.
Essenziale, per appuntarsi informazioni in ogni momento, è tenere qualcosa per scrivere dentro la borsetta.
In questo caso, IKEA (ma anche Castorama, Leroy Merlin e tantissimi altri) ci viene incontro: nei negozi ci sono i dispenser con montagne di matitine di legno perfette per la tasca della giacca o la borsa di tutti i giorni.
E mentre provate il divano STOCKHOLM o scegliete il copripiumino per il letto,  potete anche prenderne su un centinaio: io l’ho fatto e, a parte pungermi ogni volta che mettevo la mano nella borsa, non mi è successo niente.

3. Colorare.
E’ probabile che così facendo si regredisca alla quarta elementare, ma a me aiuta moltissimo segnare le diverse cose con i colori. Ovviamente è una cosa da fare a posteriori: mi prendo del tempo una volta arrivata a casa per associare, sottolineare o cerchiare con pennarellini o evidenziatori o pastelli che mi capitano a tiro.
Inoltre, cerco di avere dei colori standard a seconda della “categoria” di cose che devo fare.
Esempio. Prove di uno spettacolo: in rosa, cose dell’università (anche la quantità di pagine o argomenti studiati): azzurro, altri impegni (magari lavorativi): in verde, cose importanti da fare: in rosso o evidenziate col classico giallone fluo con tanto di punti esclamativi.
In questo modo, dato che già il colore con cui ho scritto mi riporta ad una “legenda mentale”, mi basta anche solo usare delle abbreviazioni, risparmiando tempo e spazio.

4. Quadratini, tick e cross.


Una fra le cose più utili: segnare il completamento (o il mancato completamento) delle attività.
Accanto ad un’informazione (come in questo caso “lezione italiano”) segno sempre preventivamente un quadratino, che successivamente andrò a riempire con una X o con un √.
Questo mi aiuta tantissimo anche per quanto riguarda la pianificazione delle cose: non che io normalmente debba programmare un attacco nucleare o cose simili.. Funziona anche solo per fissarmi come obiettivi della giornata il finire di studiare un libro o un capitolo e riordinare la camera.
Dover poi ammettere a se stessi (e all’agenda) che qualcosa è andato storto, segnando miseramente qualche X, aumenta il senso di colpa e ha l’intento (positivo) di farti anche un po’ sentire una merda.

5. Sforzarsi. 
Non c’è niente di più banale da dire, ma per essere costanti ci vuole un po’ di impegno: io stessa prima di qualche anno fa ero la persona più disorganizzata del pianeta, mi segnavo tutto su mille bigliettini volanti che si perdevano nel marasma della mia scrivania (o forse andavano nel cestino da soli, io ne sono convinta).  Eppure..
Ci sono cose che ricordo con un sorriso, ma se non le avessi lette sulla pagina del 15 Ottobre 2009 sfogliando l’agendina che tenevo allora, sarebbero andate perse per sempre.
Niente di grave, ovviamente – ma ne siamo sicuri?

  • alessandra

    Mi è venuta voglia di iniziare un’agenda. Ad aprile.

  • Anonimo

    Pasusu rimarca!