TITANIC: cofanetto, magliette, cicche e 3D.

“Titanic” è uscito al cinema nel Dicembre 1997.
Io all’epoca avevo nove anni, ad occhio e croce facevo la quarta elementare e ricordo che le mie compagne erano impazzite per Leonardo di Caprio; passavano più tempo in edicola che a casa, a furia di comprare album di figurine e giornalini solo per poterci staccare i poster. Sono abbastanza sicura di ricordarmi anche le cicche di Titanic: rettangolini gommosi rosa, con un sapore chimico fortissimo, avvolti in un mini-adesivo con la faccia di Leo. Il corrispettivo femminile delle gomme da masticare dei calciatori, per intenderci – io facevo l’album di quello, altro che di Caprio.

Il film per la prima volta io l’ho visto l’anno dopo, al mare: sarà stato fine Giugno ’98. Prima non ero mai riuscita a convincere mia mamma a portarmici, lei non ama i disaster-movie.
A Viserbella di Rimini, dove stavamo in vacanza, c’era il cinema all’aperto e quella settimana proiettavano Titanic. Da sola non sarei mai riuscita a vederlo, ma grazie al supporto di mia zia (che ora ha ottantaquattro anni) le mie preghiere sono state esaudite.

Ricordo un sacco di zanzare, il plaid nella borsa di mia zia (un bauletto Louis Vuitton che ha tutt’ora, soprannominato “la borsa di Mary Poppins” per la sua incommensurabile capienza) nel caso dovessimo coprirci dall’arietta di mezzanotte, e tantissime ragazzine urlanti scatenate: già alla prima inquadratura degli occhi di Leo di Caprio avevano ululato come se non avessero mai visto niente di simile.

Dopo quella volta devo aver rivisto Titanic almeno un’altra quindicina di volte.
Essendo un film pluripremiato, Canale 5 ce l’ha riproposto in tutte le salse; a casa non ho Sky, ma sono sicura che sia stato mandato e rimandato tante volte anche lì, magari nelle sere d’estate in cui c’è bisogno di riempire il palinsesto con qualcosa che piace tanto al pubblico.
Ho anche rivisto delle scene durante qualche lezione di inglese, forse alle superiori: mi era rimasto impresso che nel punto in cui sparano a Tommy il rossiccio Fabrizio, l’amico di Jack, dice chiaramente “Bastardo!” in italiano anche nella versione originale.
Un giorno poi, quando ancora compravo assiduamente dvd, alla Feltrinelli mi sono fatta abbindolare dalla edizione “due dischi speciali”: non è stata tanto la quantità di dischi in realtà, quanto la scritta in oro che campeggiava sulla copertina, “CON L’INEDITO FINALE ALTERNATIVO”. Questa frase li valeva tutti, i 20 e passa Euro che ho speso quel giorno.
Ovviamente il finale alternativo si è rivelato una ciofeca mondiale: una misera scena che ruotava solo attorno al cuore dell’oceano e al cacciatore di tesori dell’inizio, che quindi era riuscito nel suo intento. Più o meno.
(Se siete curiosi: qui il video).

Ad ogni modo, non posso non dire che Titanic abbia segnato la mia infanzia e, successivamente, la mia adolescenza. Conosco delle parti a memoria, ricordo nomi e dettagli anche a distanza di tantissimo tempo; mi escono citazioni dal nulla (“Può rimanere a galla con quattro compartimenti allagati, ma non cinque. Non cinque”), che suscitano ilarità generale fra chi afferra al volo o sguardi di commiserazione e pietà. (Maledetti).

Il 6 Aprile nei cinema di tutta Italia esce “Ritorno al Titanic”, ovvero la versione 3D del film che ci ha fatto tanto sognare quindici anni fa: rivedremo Leonardo di Caprio sbarbato e coi capelli talmente biondi da essere in tinta col vestitino giallo di Kate Winslet sul ponte di prua, la loro manata piena di passione dall’interno della carrozza e la gara di sputi prima di cena. Il tutto alla modica cifra di 11 Euro, nel vostro cinema preferito.

Se volete, io vi offro il mio salotto e per un pacchetto di patatine e una Coca-cola ve lo faccio vedere gratis. Invitiamo anche Schettino per il commento tecnico, nel caso.
Non sarà in 3D, ok.. ma volete mettere il 3D con l’inedito finale alternativo?