Nella mia cucina altro che Gordon Ramsey.. ci vuole l’esorcista.

Faccio outing: non so cucinare.
O meglio, non è vero che non so cucinare, perché con le cose semplici me la cavo.
Faccio da mangiare ai miei fratelli qualche volta a settimana; con molta calma, vengono a casa dal liceo con una fame da annebbiamento della vista e mangerebbero anche il tavolo, perciò non sono molto obiettivi nel giudicare quello che preparo. A parte il tentativo di una crema pseudo-tiramisù inventata al momento che ho preparato ieri l’altro: quella faceva schifo a tutti.

Ci sono poche cose che mi vengono decentemente a botta sicura: fra queste, ci sono la pasta condita con una salsa ai formaggi (spezzetta tutti i formaggi, metti in una tazza, inforna nel microonde, gira la manopola del tempo, tic, aspetta, metti sulla pasta, pronta), o una pasta aglio olio peperoncino e prezzemolo che incontra probabilmente solo i miei gusti, essendo bella tosta, e di sicuro tiene al di là della frontiera anche Edward Cullen e tutti i suoi parenti – oltre ai tuoi, ovviamente.

Perché il punto è proprio questo: ho dei gusti strani.
Prima di tutto perché mi piace il piccante, ma il piccante da camionista, ed è probabile che io mi sia letteralmente bruciata qualche antenna parabolica che sta sulla lingua ed è capace di captare dei sapori particolari, perché sono una chiavica nel riconoscere odori e ingredienti.
In più (non so dire se le due cose siano legate, ma poco importa) ho delle preferenze degne di un bambino di otto anni: mi piace la cotoletta alla milanese con il purè, le patate lesse con il prezzemolo, la crostata con la marmellata di prugne (soprattutto se leggermente bruciacchiata, che sa di Krumiri), la pizza, i bastoncini Findus, la torta di Mars e riso soffiato, la minestrina.. Insomma, portatemi al compleanno di vostro cugino Filippo che fa sette anni, gli porterò un Gormito e mi sbaferò con i suoi amichetti le focaccine e le pizzette e di sicuro soffierò prima io sulla sua candelina, facendolo piangere.

Tutto questo non va bene però quando, oltre ad essere una figlia e una nipote – quindi oltre ad essere viziata da mamma e nonna che sanno farti felice con poco – sei anche una fidanzata. E le cose non vanno meglio quando ti rendi conto che quello che ti riesce peggio in cucina sono proprio i dolci.

Per le ricorrenze amorose sarebbe bello a volte cimentarsi in una torta, in un dolce, in un cupcake, in un biscotto e presentarsi dal proprio ragazzo con un pacchettino. “Questo l’ho fatto io con le mie manine”.
In realtà mi è capitato solo in un paio di occasioni in tutti questi anni, e tutte le volte ho sempre avuto la supervisione di mamma, che mi guardava a vista perché temeva che le rompessi il Kenwood o le facessi implodere il forno.

D’altronde però cosa vi aspettavate da una che, a quindici anni, in un pomeriggio fra amiche passato a preparare un dolce freddo, “tu mettiti qui seduta a leggere dal giornale come si fa, ad alta voce”.. aveva sbagliato perfino a leggere la ricetta?