Operazione trasparenza.

Prima che arrivi l’ora di pranzo, ci tengo a dire due parole.
Di sicuro oggi la notizia del giorno ai telegiornali sarà il resoconto degli stipendi dei ministri, disponibile sul sito del governo (probabilmente preso d’assalto da molti, perché ora è raggiungibile a singhiozzo). Verrà presentata come una notiziona non tanto perché a noi interessa, ma perché ci convinceranno che non vedevamo l’ora di sapere quanto guadagnano i politici che stanno al vertice del paese. Anzi, mi domando come facevamo prima, quando non ne avevamo idea. Non so voi, ma io stanotte non ci ho dormito.

Il Sole24ore ci ha comunque fornito i dati che non siamo riusciti a consultare: il ministro Passera si diminuirà il compenso; Patroni Griffi ha una Bmw 320 del 2005 più una Fiesta e una Yaris, mentre Gnudi non ha neanche un bene immobile. Terzi di Sant’Agata guadagnava di più da ambasciatore che da ministro degli Esteri, ma possiede un’Harley Davidson.

E’ in nome della trasparenza che il Presidente Monti ha voluto che si pubblicassero i dettagli dei compensi dei membri del suo Governo. Allora faccio outing anche io, che non si sa mai.

Non ho beni immobili intestati a me, la macchina che guido è una Mercedes del 1998 e appartiene a mio padre, io ci metto solo i soldi della benzina. Anche il pc che uso è di mio padre – nel caso la Rai volesse obbligarmi a pagare il canone, un domani. Possiedo però una bicicletta rossa e un violoncello, valore 3000 Euro (del violoncello, non della bici, ci mancherebbe). Sono in regola con le tasse universitarie. Fra qualche giorno andrò ad aiutare un ragazzino a fare i compiti, ma non riceverò nessun compenso; se lo riceverò, farò la fattura, giuro.
In più, se può essere d’aiuto per l’operazione trasparenza, ieri ho comprato due cardigan da Zara a 6,99 Euro l’uno e un profumo da borsetta a 4 Euro scarsi, alla cassa ho pagato col Bancomat (il conto è mio).
Ovviamente mi hanno fatto lo scontrino, devo conservarlo?