5 buoni motivi per iscriversi a Twitter.

Ho fatto l’iscrizione a TWITTER tanto tempo fa, ma non ho mai praticato tantissimo; insomma, per me Twitter non è mai diventato il nuovo Facebook. Per tanti motivi.
Il primo è che su Facebook ho soprattutto i miei amici “reali”, sia quelli con cui mi scrivo per sapere a che ora ci dobbiamo trovare sabato sera e dove mangiare, sia quelli che non sento da molto e con cui ho un rapporto epistolare sporadico. Il secondo motivo è perché la maggior parte di loro (fortunatamente) ha un account Facebook ma non su Twitter, e quindi traslocandoci ne perderei la metà – il che, non è necessariamente un male, ma di questi tempi è meglio tenersi “aperte tutte le porte”. E il terzo motivo è perché in fondo sono una pigrona e mi scoccia abbandonare una community dove, alla fin fine, mi trovo bene.

Ma – ovviamente c’è un ma. Qualche mese fa mi sono rifatta un account, un po’ più serio e meno “io-centrico” di quello che avevo qualche anno fa, e ho un po’ ridimensionato la mia opinione a riguardo.

1. 140 caratteri.
La comunicazione va veloce, su Twitter. Si hanno a disposizione solo 140 caratteri (che è meno di un sms, in realtà) e si va verso una comunicazione più chiara e rapida, si sviluppa la capacità di sintesi e si evitano quegli aggiornamenti sbrodolati che, su altri social network, sono così in voga in quest’ultimo periodo.

2. Fra i “miei” amici di FB, non è ancora al top.
Non so se è così in tutta Italia, ma i miei amici meno internettiani a malapena sanno cos’è Facebook, figurarsi Twitter, perciò sono ancora lontani dall’entrarci. Questo mi permette di essere più trasparente lì, di postare quello che voglio senza aver paura del giudizio della persona tal dei tali, senza ritrovami un commento da parte dell’amico che non posso cancellare, il quale appartiene ad un altro schieramento politico e che, puntualmente, scrive solo per far polemica.

3. Ci sono i VIPS.
Su Twitter infatti sono presenti la maggior parte dei personaggi famosi, e anzi, in tantissimi casi è proprio il canale preferenziale. Cercate pure un attore o un cantante e al 99% sarà presente e attivo e voi potrete seguire i suoi aggiornamenti, che è una cosa che non fa di certo schifo.
Per quanto riguarda l’Italia, poi, stare Twitter in certi momenti è come ritrovarsi nella villa di Lele Mora il quindici d’agosto (la villa dei tempi d’oro, ora credo che la situazione sia molto diversa). Ultimamente c’è anche stata l’invasione: mi permetto di stilare una mia personalissima TOP 3 dei più invasati di Twitter, dove al primo posto troviamo Fiorello, al secondo Gerry Scotti e sul terzo gradino Francesco Facchinetti, il dj Francesco del Capitano Uncino (che vi consiglio di seguire soprattutto la sera in cui la sua #pinella, ovvero la Marcuzzi, conduce il Grande Fratello).

4. Usare il cancelletto.
Su Twitter, ci sono poche regole: per parlare direttamente con una persona si deve mettere l’@, e per parlare di un determinato argomento bisogna anteporre ad una parola il #. Si crea così un hashtag, che facilita la ricerca: cliccandoci sopra, permette infatti di visualizzare i tweet di tutti gli utenti che contengono quella determinata parola. A spiegarlo sembra contorto, ma è molto più semplice di quello che sembra.
In questo modo si possono anche leggere delle cose interessanti e in tempo reale: c’è chi critica il sindaco Alemanno per la decisione di oggi di chiudere preventivamente le scuole in vista di una nevicata e di un freddo record, e c’è chi invece si scaglia contro il premier Monti per la sua sparata di ieri sera sulla monotonia del posto fisso.

5. Ridere ridere ridere ancora.
L’ultimo motivo – che poi è in realtà ciò che mi ha spinto a scriverne oggi – è che su Twitter si ride un sacco. Si ride di qualcosa in particolare, ma più di tutto si ride degli altri. Innanzitutto, c’è un utente che si cela dietro un nome per niente ambiguo, Vendommerda, e che si occupa di ritwittare (ovvero citare, ripostare, condividere) a chi lo segue le cose più trash o più ridicole che trova nel panorama di Twitter. E, ultimo ma non meno importante, c’è il re di Buona Domenica, ovvero Claudio Lippi che, indisturbato e senza farsi troppi problemi, su Twitter ce prova.

Insomma, io vi ho dato degli spunti per riflettere e per iscrivervi a questo social network.
Se decidete di entrare in questo mondo, followatemi pure. Se decidete di non farlo, fatemi almeno il piacere di non condividere questo articolo su Facebook tra i miei amici.

  • Anonimo

    Grazie XD Sei stata molto utile 😉