I 5 modi per (tentare di) vincere il disordine in camera.

Ebbene sì, faccio outing: io sono disordinata.
O meglio, sono incapace di mantenere l’ordine per più di 24 ore.

Vivo con i miei, ho una camera singola abbastanza piccola ma confortevole, e siccome abbiamo traslocato da qualche anno non regna ancora il marasma tipico nelle stanze degli (o delle, nel caso fosse una prerogativa femminile) adolescenti di ieri, dove in quasi ogni angolo libero c’è un cimelio, come lo scontrino del giorno del primo bacio o un portacandela a forma di Topolino. Siamo tutti dei piccoli collezionisti.
Nonostante ciò, sulle mie mensole si moltiplicano “cose” non meglio identificate, sulla mia scrivania ci appoggio di tutto, e di sicuro da dentro all’armadio i miei vestiti stanno progettando un attentato, me lo sento.

E’ da un po’, quindi, che ho elaborato un “piano”. All’inizio, mi ero imposta di riordinare ogni giorno, in modo da non contribuire con il casino dei miei (pochi) metri quadri all’entropia dell’universo. Macché: tutto inutile.
Perciò sono passata al Piano B, ovvero fissare dei paletti e darmi dei buoni consigli. E poi ovviamente, seguirli.

Consiglio numero 1. Evitare di avere una seggiola in camera. Soprattutto se inutile.
Lo so che avere una sedia nella propria camera da letto è essenziale, ma lo è se appunto serve per sedersi, magari davanti alla scrivania, e non per fare da “appoggino” ai vestiti che non vogliamo rimettere nell’armadio perché pensiamo di indossarli dopo qualche ora. Perché tanto, si sa, prendiamo comunque un’altra maglietta e poi la buttiamo lì, sopra all’altra, finché le magliette non sono diventate dieci, e a quel punto quindi ci serve la seggiola. E’ così che le magliette finiscono nel cesto del bucato: perché se le dobbiamo spostare, ovviamente le spostiamo una volta sola.
Se in camera avete più di una sedia, eliminatela. Se la sedia vi serve per stare alla scrivania ogni giorno, cercate di non spostare semplicemente (per poi rimettere nello stesso posto) i vestiti, ma imponetevi di riordinarli. Se invece la usate raramente, decidete che quello è il posto dove mettete la borsa appena entrate in camera, o un altro qualsiasi oggetto utile: se la sedia dev’essere occupata, almeno occupatela con cognizione.

Consiglio numero 2. Inscatolare.
Avete dei quaderni o delle agende vecchie che volete tenere sulla mensola, ma che non stanno in piedi? Una sfilza di tazze con matite e pennarelli per studiare? Non trovate il posto ai vostri portaocchiali che sono sparsi nei cassetti, ai vostri cd delle medie o alle collane, che appendete alla maniglia della finestra? La soluzione sono le scatole. Ovviamente c’è un limite: non comprate una scatola apposta per metterci dentro la trilogia del Signore degli anelli, né per la collezione degli album di Vasco Rossi (anche se..). Ma non sottovalutatele: sono furbissime e altamente personalizzabili e ci consentono di mantenere una parvenza di ordine. Se poi sono colorate o munite di etichetta (e, per forza, riempite con criterio) ci fanno trovare facilmente quel paio di orecchini o quel plico di fogli quando lo stiamo cercando.

Consiglio numero 3. Organizzare l’armadio.
Esistono tanti tipi di armadi: il mio ha le classiche sei ante, una cassettiera bassa all’interno, due aste appendiabiti e delle mensole libere, senza accessori, fino in alto. Pensare di riuscire a mantenere i vestiti impilati è un’utopia, così come pensare di riuscire a gestire tutto con le grucce e gli appendini. Così, si può ovviare mettendo (di nuovo!) delle scatole negli spazi più in alto con quelle cose stagionali che si usano una volta ogni tanto – una tuta da sci, i costumi da bagno estivi e le cose da mare, le cuffie di lana, per esempio. Gli altri scomparti, più o meno ad altezza occhi o un pelo più su, possono essere occupati da contenitori facili da spostare e rimettere: sono ottimi quelli IKEA della serie SKUBB, disponibili anche in nero e viola, con una maniglia praticissima sul davanti.
Personalmente, mi ha anche aiutato molto il portatutto a cinque scomparti, sempre della serie SKUBB by IKEA, che si appende all’asta appendiabiti e regala dei comodi piani d’appoggio: lì ho impilato le magliette che aspettano di essere indossate ancora qualche ora prima di finire nella lavatrice, qualche paia di jeans che devo tenere a portata di mano, qualche felpa o cardigan e in fondo le calze antiscivolo per stare in casa.
Insomma: se anche a voi interessa non essere sommersi da un quintale di vestiti ogni volta che aprite un’anta, cercate di guardare il vostro armadio e di trovare un metodo facile e spontaneo per aiutarlo a respirare.

Consiglio numero 4. Essere regolari.
Se siete voi ad occuparvi della pulizia della vostra camera (e se non lo siete, sappiate che dovreste farlo), fissate uno o più momenti nella settimana in cui vi imponete di passare l’aspirapolvere, lavare per terra, spolverare e cose varie. Constringetevi a farlo. Alla fine, potete concedervi un cioccolatino consolatorio.

Consiglio numero 5. Buttare.
E’ la cosa peggiore, per un disordinato cronico: affezionarsi alle cose. Ai vestiti che non ci vanno più, ai cimeli d’infanzia, alle scarpe di sei numeri più piccole, che poi rimangono in un angolo e che occupano spazio inutilmente, prendendo della gran polvere. Potrebbero volerci mesi, ma non abbiate paura: quello che si può conservare conservatelo gelosamente (magari in una scatola), quello che si può portare in cantina portatecelo oggi stesso, quello che si può fotografare per mantenerne vivo il ricordo fotografatelo. E quello che si può buttare, a malincuore buttatelo.

Dai. Ce la possiamo fare.