Vertigo, una chicca di Hitchcock.

A volte, sui canali del Digitale Terreste, trasmettono anche dei piccoli gioiellini.
Ieri sera alle 21 è andato in onda, su IRIS, Vertigo – La donna che visse due volte (la replica fra dieci minuti, ore 17.20, stesso canale). Anno 1958. Regia: Alfred Hitchcock.

Alfred Hitchcock e Kim Novak

È un thriller basato sulla storia di Scottie (James Stewart) che, dopo un evento traumatico, inizia a soffrire tremendamente di vertigini. Questo lo porta a cambiare lavoro (da poliziotto con un ruolo “attivo” diventa un impiegatuccio seduto dietro ad una scrivania) e a modificare le sue abitudini di vita.
La trama sembra semplice: un suo vecchio amico dell’università, tale Gavin Elster, gli affida la sorveglianza della moglie Madeleine, perché preoccupato del suo comportamento negli ultimi tempi – la donna è ossessionata dalla storia della sua bisnonna, morta suicida a ventisei anni. Scottie inizia quindi a starle alle calcagna: l’incontro con Madeleine, una altera e biondissima Kim Novak, avviene in un ristorante.. ed è amore a prima vista (nel vedere la scena, si capisce bene per quale motivo Hitchcock indugi così tanto nel presentare la donna in tutta la sua bellezza).
Scatta la passione fra i due, ma la storia ha un epilogo tragico, e poi un’ulteriore conseguenza: non voglio anticipare nulla, per non rovinare l’atmosfera che guardando Vertigo si crea.
Dico solo che è un film sulla depressione, sul tema del doppio, sull’amore totalizzante che quasi non lascia respirare, sul superamento delle proprie paure, sulla psicanalisi. È stato classificato un qualcosa a metà “fra melodramma e trauma”. E dico anche di puntare l’attenzione sulla figura di Midge (l’amore sicuro, la “via più facile”) e di guardare attentamente anche i piccoli gesti dei protagonisti, i loro vestiti, le loro storie.

Insomma, vale la pena cambiare canale, o quanto meno, andare al videonoleggio o buttare un’occhio su internet. Fatelo per Alfred!

Scottie (J. Stewart) e Madeleine (K. Novak)