Andate e moltiplicatevi (non "elevatevi alla seconda").

Ieri sera, prima di essere divorata dal sonno e di decidermi ad andare a letto, poltrivo sul divano in cerca di qualcosa di interessante da guardare alla tv.. Il telecomando ha indugiato come al solito sul canale 31: su Real Time c’è sempre qualcosa di interessante da vedere (o da rivedere).
Intorno a mezzanotte c’era l’ennesimo episodio di “Abito da sposa cercasi”, che mi piace perché riduce la pubblicità al minimo e perché mi fa sentire una bambina di sei anni che sogna il suo matrimonio in perfetto stile Principessa Disney.

Chi ha catturato la mia attenzione è stata Michelle Duggar, una signora sui 45 anni dal volto radioso che continuava a sbaciucchiarsi col marito, tale Jim Bob: lei una figlia dei fiori, lui la copia di un John Kennedy dalla faccia slavata traslato negli anni ’90. Volevano festeggiare, di lì a tre settimane, il loro venticinquesimo anniversario di nozze. A scegliere il vestito c’erano anche i loro figli: DICIOTTO, per la precisione. Erano tutti schierati sui divanetti, ad attendere la mamma che nel frattempo si provava dei modelli di abiti castigatissimi davanti; le assistenti del negozio Kleinfeld su cui si basa il programma hanno anche faticato per trovare un vestito adatto alla loro richiesta, dal momento che Jim Bob ha sfoderato critiche che si addicono più ad un’amica che ad un marito (“Possiamo mettere le maniche a sbuffo qui?”). E non solo: la “novella” sposa voleva un modello che le coprisse la pancia: “Sa, sono di nuovo incinta!”, ha esclamato con orgoglio. Del suo diciannovesimo figlio, Josie.

Sono rimasta seriamente colpita da questa famiglia, al punto tale da portarmi il portatile a letto e fare delle ricerche a riguardo fino alle due di stanotte.
Jim Bob Duggar, nato nel 1965 (ha l’età di mia madre) in Arkansas, ha sposato Michelle nel luglio del 1984. Al di là del suo mestiere e del fatto che ha tentato la carriera politica (nel caso, Wikipedia è molto chiara a riguardo), quello che più ci interessa è la gestione e la visione della sua vita.

Hanno “sfornato” figli dal 1988 (perciò da quando sono nata io), ad intervalli più o meno regolari di un anno e qualche mese; ci sono stati due parti gemellari, nel ’90 e nel ’98. Ovviamente, entrambi i genitori sono profondamente cattolici (Wikipedia dice “conservatives Catholics”) e seguono i dettami della Bibbia alla lettera. Le loro principali regole riguardano l’uso della tv (guardano solo trasmissioni educative per tutta la famiglia su dvd) e l’uso di internet; i maschi devono obbligatoriamente portare i capelli corti, rasati in casa per evitare di spendere soldi dal barbiere, mentre le ragazze li tengono lunghi. I classici appuntamenti fra “fidanzatini” sono vietati, oppure avvengono sotto sorveglianza – basti pensare che il loro figlio più grande, Josh, che si è sposato con Anna nel 2008, ha dato il suo primo bacio alla moglie il giorno delle nozze; ovviamente hanno già due figli. Scolasticamente parlando, tutti i ragazzi sono stati seguiti a casa, adottando metodi di insegnamento derivati da gruppi cattolici americani. E per evitare ulteriore caos, ad ogni fratello più grande è affidato un fratello più piccolo, che lo aiuta nelle cose di tutti i giorni.

Sembrerebbe una famiglia con principi solidi; magari non del tutto condivisibili, ma di tutto rispetto. “Finalmente una famiglia che sa il fatto suo, e che rifiuta il mondo esterno credendo fermamente in ciò che fa”, ho pensato, con una certa ammirazione.

Peccato che dai primi anni 2000 la famiglia Duggar si sia venduta.
Discovery Networks si è infatti interessata alla loro storia, aiutandoli nella costruzione della loro casa e sviluppando il format di un programma, chiamato “16 children and moving in”. Hanno collezionato apparizioni in trasmissioni americane dal 2006 fino a che non si sono accaparrati uno spazio televisivo tutto loro, con il docu-reality “17 kids and counting”, dal 2008, che poi si è trasformato in “18 kids” e “19 kids”. Totale 132 puntate, 8 serie, l’ultima reca la data 27 Settembre 2011.
Ovviamente i Duggar hanno pubblicato un paio di libri, costruito un sito (da dove è possibile ordinare i cofanetti della serie), aperto un blog dove parla mamma Michelle. Il sito rimanda ad uno store online da dove è possibile comprare di tutto: c’è perfino un righello con elencati i libri della Bibbia, o delle magliette con scritto “My lifeguard walks on water” (“il mio bagnino cammina sulle acque”).

Dov’è finita la regola del “seguiamo solo trasmissioni per la famiglia in dvd”? Dove sta la sincerità nello scrivere, nel loro sito internet, “i figli sono un regalo che Dio ci vuole donare”? I figli sono un dono di Dio sì, lo dice anche mia nonna, ma in questo caso diciannove sono i regali di sette Natali messi insieme.

La ciliegina sulla torta l’ho trovata spulciando nel loro sito ufficiale: ogni bambino ha una paginetta personale; ci sono le loro foto, le loro informazioni di nascita, i loro piatti preferiti, e quello che hanno intenzione di fare da grandi.
E molte bambine dicono “voglio diventare una moglie e una mamma, un giorno”.
Preghiamo il cielo affinché i loro figli non superino la decina.

19 kids and counting su Wikipedia
Sito ufficiale Duggar Family

  • không có thời gian mà đi du lịch nữa